trasformazioni .spore
Lo studio degli organismi vegetali ci insegna che l'istinto più ancestrale ci impone il perseguimento tenace della vita, ad ogni costo e con totale distacco verso ogni turbamento emotivo, dolore, affetto, pena di sè. La natura perfetta degli esseri è quindi anaffettiva, arida, distante.
Trasformazioni.spore è una video installazione che esplora il mutamento come tendenza evolutiva alla perfezione.
Le immagini rappresentate sono cinque diversi cicli di vita che procedono secondo lo schema di sviluppo di un organismo vegetale. Il soggetto rappresentato non è mai essenziale, ciò che appare in realtà è la sua evoluzione organica, la sua germinazione, il compimento di un destino fisiologico.
Il medium scelto è la computer graphic. La progettazione parte dalla materia: il tratto a china si trasforma in segno grafico attraverso il computer. Questo permette un'astrazione pura del disegno che da traccia su un supporto reale, quindi intrinsecamente imperfetto, si riflette in un modello matematico composto di curve analitiche. L'immagine reale realizza la sua tendenza innata alla perfezione attraverso formule matematiche. Un processo di trascendenza.
Ma l'esperimento di Cristian non può che rivelare una realtà evidente. La natura tende alla perfezione. Una perfezione così sfrontata, talvolta eccessiva, da risultare però scadente, grottesca, kitsch.
La stessa scelta di moltiplicare il numero dei fotogrammi classici della visione cinematografica (24) in 35 unità percettive al secondo ha il preciso scopo di sovraccaricare ogni dettaglio per creare un effetto visuale complesso, un messaggio gestaltico più simile alla realtà. Esasperare la mimesi del reale attraverso la tecnica digitale è un altro modo per realizzare il destino di perfezione dell'immagine.
Le sue figure antropomorfe crescono secondo i ritmi naturali delle piante, di fronte agli occhi dell'osservatore che è spettatore passivo di un mutamento naturale. Trasformazione sufficiente ma non necessaria che emerge solo ad un'attenta e paziente osservazione. Il tempo è di nuovo una componente indispensabile del gioco della creazione.
Cristian è cresciuto a Salsomaggiore. Da qui il liberty come cifra stilistica privilegiata. Insita nel linguaggio espressivo liberty è infatti la riproduzione di elementi naturali in un modello figurativo ideale. Le donne che ci fissano pietose non possono fare nulla per noi se non persistere nel loro modus vivendi, la germinazione.
L’esposizione, a cura di Marco Turco, è organizzata dall’Archivio Giovani Artisti di Parma e Provincia, struttura dell’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Creatività Giovanile – Servizio Eventi e Mostre – del Comune di Parma, in collaborazione con Fondazione Monte di Parma, STU Area Stazione e 00:am Casa Creativa.orario: dal 19 agosto al 12 settembre. da lunedì a sabato, 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
Scandalo a Natale!
Carmilla
Carmilla - Kreativehouse Exibition al PisaBookFestival dal 9 all'11 Ottobre 2009
Carmilla cammina sul vialetto e i suoi passi sono i passi della luna. Le ali nere si muovono nel vento e tra i capelli il Conte vede una stella filante d'argento. La figlia si avvicina alla porta e cerca le chiavi nella borsa. Il padre si nasconde nell'ombra e la guarda attraverso la finestra. Sulle labbra di donna ecco che scopre un rosso che non aveva mai visto.
La storia
Carmilla è una favola fragile e moderna. Una sdolcinata canzone pop per giovani adulti. Tremenda come un segreto raccontato in una notte di luna.
La storia di Carmilla sembra uscita da un film, mescola il brivido di Carrie all’innocenza di American beauty. Nell'impacciata ragazzina che parte in macchina con le amiche per andare alla festa di fine anno c'è in realtà molto poco della donna mostruosa del racconto di Le Fanu a cui deve il nome.
Le immagini
Il rosso, il nero e il bianco. Le ali di cigno nero e gli occhi come diamanti. Disegni semplici, puliti, ipnotici. La scelta è quella della grafica digitale. Linee nette e taglienti come lame di rasoio. Una lady gotica che non sfigurerebbe su un cartellone pubblicitario. Una vampiressa teenager che sembra strappata da una t-shirt alla moda.
Gli autori
Cristian Grossi è un designer e grafico pubblicitario. Nelle sue illustrazioni parte sempre dal disegno a mano per arrivare al tratto puro della computer graphic. Matteo Martignoni è uno scrittore emergente, si è laureato con una tesi sui mostri del cinema di Hollywood. Hanno tutti e due trent'anni.
Carmilla è, neanche a dirlo, un progetto Kreativehouse.
www.rossocarmilla.com
Breve storia dell'Helvetica
Pensate ai favolosi anni '60 e alla loro pubblicità. Cosa vi viene in mente? Design essenziale? Linee pulite? Stile stiloso?
Questo è dovuto in larga parte a Max Miedinger e il suo design font Helvetica. Sviluppato ne 1957, ancora oggi è uno dei caratteri più popolari del mondo. Con le sue linee pulite e di bell'aspetto ha assaltato sin da subito il mondo del design. Ma come ci insegna Karina Cascella, la celebrità ha il suo drammatico rovescio della medaglia: proprio a causa della sua enorme diffusione, la font di Miedinger è cresciuta in anonimato, diventando quasi un banale generic-looking. E diciamocelo, forse proprio perché macinato così spesso da diventare la norma, l'Helvetica ha finito per essere la scelta di default per qualsiasi grafico indeciso.
Il termine Helvetica significa "svizzera". Aggettivo decisamente appropriato, visto il largo uso di cvel particcolare stile ti crafica sfizzeren incentrata sul sans serif che vede la netta preferenza della fotografia sulle illustrazioni e , non dimentichiamocelo, dei sistemi a griglia Strict e compagnia bella (un altro forte segno distintivo di questo stile iconografico che ha imperato dai '50 ai primi '70).
Eh si. In quegli anni la diffusione dell'Helvetica è cresciuta rapidamente sino a diventare l'emblema dello Swiss-Style. Il movimento del design svizzero stava risvegliando il mondo con le sue teorie della comunicazione, come fusione di idee dirette ed espressione artistica. I Graphic designer impazzivano per l'aspetto nuovo e coraggioso delle linee pulite e non potevano resistere a tanta, dirompente, energica, pulizia visiva. Senza dimenticare che persino i produttori di stampanti laser e gli sviluppatori di software desktop publishing hanno scelto Helvetica come font di default consacrando il suo destino di carattere iconico.
Ma la popolarità di questo carattere non poteva durare eterno. Proprio molti di quelli che lo avevano abbracciato sin da subito si affrettavano a ripudiarlo per paura di non apparire abbastanza trendy. E c'è da capirli. Quel carattere era praticamente su tutti i manifesti, le stampanti laser ed i desktop publishing d'Europa! Altro che Lady Gaga, questa si che è vita sul filo del rasoio.
Nonostante tutto nessuno ha mai sentito parlare di “scomparsa dell'Helvetica”: tipografi e stampatori lo usano ancora di continuo per la sua enorme versatilità, i designer perché apprezzano le ragioni della sua popolarità, e il pubblico che desidera un ambiente pulito ne fa un cavallo di battaglia che rende giustizia alle sue tante pubblicazioni.Tasto dolente.
Il PC fornisce diversi set di caratteri pre-installati, ma Helvetica generalmente non compare in lista. Troverete dei face "simili", tipo il fratellino Arial. C'è una lunga storia su Arial. La morale è che la sua licenza costava poco alla Microsoft, per questo Bill Gates ha risparmiato tonnellate di dollari, e Arial ha sostituito Helvetica come impostazione predefinita di Windows e compari. Come nei migliori b-movie di fantascienza l'impostore ha detronizzato l'originale.
Se vuoi l'originale, scegli quello vero. Amerai le sue linee pulite e il suo atteggiamento di austero distacco da questa caotica era di font industriali. Amen.
Cristian Grossi





