Francesco Poroli: linee digitali e colori eleganti come una serata all’opera

Tutti i creativi hanno i loro punti di riferimento, possono essere pittori, poeti, designer, personaggi del passato o del presente da seguire come fonte di continua ispirazione. Arturo Toscanini, ad esempio, amava profondamente Wagner.

Nei disegni di Francesco Poroli le influenze sono tante. Francesco si appassiona a cose diverse tra di loro, ma gli piace pensare che la sua “traduzione” delle immagini sulla carta (o meglio sullo schermo) sarà completamente personale. Ma se deve scegliere un solo, grande maestro dal passato sceglie il futurista Fortunato Depero “Guardo spesso le sue opere e mi capita di pensare che moltissime sarebbero pronte per essere pubblicate oggi”.

Che musica ascolti quando disegni?
Non esiste una sola playlist, perché non esiste un solo disegno o un solo Francesco. Vado a periodi, momenti, illuminazioni. In questo momento ascolto molto spesso i lavori di Brunori, i The Giornalisti, Ghemon e Coez. Troppo da super-giovane?

Francesco, come è nata la tua illustrazione per la mostra Baci da Arturo?
La città che mi è stata affidata è Bayreuth, un – almeno per me – oscuro luogo della Baviera Settentrionale. Quindi ho pensato di partire da lì, facendo un po’ di ricerca fotografica, per avere qualche riferimento visuale. Ho guardato a lungo l’architettura del teatro Festspielhaus. E su quelle linee ho costruito digitalmente la mia immagine. I colori volevo fossero eleganti come una serata in un teatro d’opera, per quello li ho scelti.

A cosa serve la musica?
Per me la musica è essenzialmente due cose. Memoria, quando riascolti quel pezzo lì – che sembrava dimenticato – e riaffiorano ricordi che pensavi di aver perso. E poi, adrenalina. La gamba che non riescono a stare ferme, le mani che fingono di pestare su una batteria, la faccia convinta, il canto a squarciagola.

Toscanini a Bayreuth – La cartolina di Francesco Poroli

In Baviera, nella città di Bayreuth, in cima a una collina verde c’è un teatro che non è un teatro qualunque, ma uno dei teatri più famosi al mondo. Lo ha fatto costruire Wagner, il compositore e lì si suonano solo le sue opere. Si eseguono in un modo davvero nuovo, quasi come una cerimonia: Bayreuth è un tempio della musica lirica. Qui vengono i migliori direttori d’orchestra a dar prova della loro bravura e, colpo di scena, Toscanini è il primo direttore non tedesco a dirigere qui. Ma com’è allora che il Maestro Toscanini non è più tornato al Festival di Bayreuth? Glielo ha chiesto persino il Führer… eh già, questo è proprio il motivo.

francesco poroli

Francesco Poroli è nato e vive a Milano. Dal 2000 lavora come illustratore e art director freelance. Durante questi anni ha pubblicato su testate come The New York Times Magazine, Wired, GQ, Il Sole24 Ore, La Repubblica e Style Corriere della Sera. Ha inoltre lavorato per clienti come Google, Reebok, NBA, Red Bull, McDonal’s e molti altri. Ha esposto in collettive a Milano, Vicenza, Roma, New York e Londra. I suoi lavori sono stati premiati da Society of Illustrators New York e The Society of Publication Designers. Prima e oltre tutto questo, è orgoglioso papà di Riccardo, sei anni e Beatrice, quasi tre.

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