C’è un libro che la Chiesa bruciò insieme alle ossa del suo autore, sopravvissuto comunque in sessanta edizioni. C’è il libro più bello mai stampato nel Rinascimento, con un segreto nascosto nelle iniziali dei suoi 38 capitoli. C’è un libro di Warhol che contiene un preservativo, un disco di carta che suona davvero e una pagina imbevuta di LSD.
Nella provincia di Parma esiste una biblioteca meravigliosa. Non tutti lo sanno. E si può visitare gratuitamente. In un palazzo barocco del Seicento, nel centro di Busseto. Frequentatissima dai lettori, ma in Italia quasi nessuno lo sa.
C’è il Padre Nostro stampato in tutte le lingue del mondo conosciuto — non come testo devozionale, ma come specimen tipografico: l’antenato del Lorem Ipsum delle type foundry contemporanee. E ci sono le partiture che un adolescente di nome Giuseppe Verdi lasciò qui, prima di diventare il Maestro.
La Biblioteca di Busseto non nasce come luogo di conservazione. Nasce come atto sociale. Il Monte di Pietà, fondato nel 1537 dai frati francescani con il sostegno dei marchesi Pallavicino, era un istituto di credito gratuito per i più poveri: prestava grano nelle carestie, finanziava doti alle ragazze povere, sosteneva gli studi dei giovani di talento. È grazie a questo meccanismo filantropico che un certo Giuseppe Verdi, adolescente di Roncole, poté andare a studiare musica a Milano.
Nei secoli, il Monte accumulò libri, patrimoni, donazioni straordinarie. Nel 1679 costruì il palazzo barocco che ancora oggi ospita la Biblioteca. I gesuiti espulsi dal Ducato di Parma nel 1768 lasciarono qui i loro volumi — il nucleo del fondo antico con incunaboli e cinquecentine. Al già ricco patrimonio librario negli ultimi anni si è aggiunta la Collezione Mingardi, che comprende sia volumi antichi che il nucleo fondamentale dei livre d’artiste. Oggi la Fondazione Cariparma continua a curare e ampliare questo patrimonio: acquisisce capolavori come l’Oratio Dominica di Bodoni e, proprio in questi giorni, espone in Biblioteca una straordinaria edizione monumentale della Divina Commedia illustrata da Amos Nattini.
La Biblioteca di Busseto è un patrimonio da sfogliare
Ogni scaffale di questa biblioteca racconta una storia che va ben oltre il titolo impresso sul dorso.
Il Polifilo di Aldo Manuzio (1499) è universalmente considerato il libro più bello mai stampato nel Rinascimento. L’autore celò la propria identità in un acrostico nascosto nelle iniziali dei 38 capitoli: “Poliam Frater Franciscus Columna Peramavit” — il frate Francesco Colonna amò Polia appassionatamente. Il carattere tipografico disegnato appositamente per questo volume è il diretto antenato del Bembo, uno dei font più usati al mondo ancora oggi.
Le Cronache di Norimberga (1493) di Hartmann Schedel sono il libro più riccamente illustrato del Quattrocento: oltre 1.800 xilografie, comprese le prime raffigurazioni realistiche di molte città europee. Alle matrici lavorò quasi certamente il giovane Albrecht Dürer, apprendista nella bottega dell’illustratore principale. Un dettaglio che solo uno sguardo attento rivela: la stessa xilografia fu usata per rappresentare città diverse, perché all’epoca l’esattezza del ritratto contava meno della grandezza dell’idea.
Lo Zodiacus Vitae di Marcello Palingenio Stellato è un libro che la Chiesa voleva distruggere. Pubblicato negli anni Trenta del Cinquecento sotto pseudonimo — esso stesso un anagramma del nome dell’autore — fu tra i primi testi inseriti nell’Indice dei Libri Proibiti. Quando l’Inquisizione scoprì l’identità dell’autore, lui era già morto. Non importò: le sue ossa furono riesumate e bruciate. Il libro, invece, sopravvisse: ristampato già nel Cinquecento in Europa, conobbe oltre sessanta edizioni nei secoli successivi. E una delle copie superstiti del Cinquecento è proprio a Busseto.
Dello stesso orizzonte fanno parte i volumi del Bodoni. Giambattista Bodoni, il più grande tipografo italiano di tutti i tempi, lavorò per decenni a Parma. La sua rivoluzione fu radicale: nella maturità, eliminò ogni illustrazione dai suoi libri. Credeva che la bellezza dei caratteri dovesse mostrarsi da sola. Come lui stesso scrisse: «Quanto più un libro è classico tanto più sta bene che la bellezza de’ caratteri vi si mostri sola.»
I suoi volumi sono architetture di carta e inchiostro. Ogni margine bianco è calcolato. Ogni interlinea è una decisione estetica. Tra le acquisizioni della Fondazione Cariparma c’è proprio una splendida edizione dell’Oratio Dominica — il Padre Nostro stampato in tutte le lingue del mondo conosciuto, non come testo devozionale ma come specimen tipografico, campionario delle famiglie di caratteri disponibili in una tipografia. L’antenato diretto del Lorem Ipsum usato dalle type foundry contemporanee. Un oggetto che dimostra come già nel Settecento il testo servisse all’estetica, e non il contrario.







La Collezione Mingardi completa il quadro con il libro come opera d’arte contemporanea. Il Jazz di Henri Matisse — uno dei libri d’artista più preziosi e richiesti al mondo — convive sugli stessi scaffali con il libro imbullonato del futurista Fortunato Depero, che l’autore descriveva come un proiettile pericoloso da non appoggiare su una superficie piana. E con il primo libro pop-up di Andy Warhol: un oggetto che al suo interno conteneva un preservativo, un disco di carta che suonava davvero e un foglio imbevuto di LSD. Opere su latta, su seta, un universo multiforme di libri.. Pezzi che i grandi musei chiedono in prestito per le loro mostre internazionali.
Tutto questo è custodito all’interno di una biblioteca pubblica, un tesoro visitabile da tutti, gratuitamente ogni seconda domenica del mese.
Ogni seconda domenica del mese, con Meravigliosa Biblioteca, le sale storiche e le casseforti dell’antico Monte di Pietà diventano accessibili attraverso visite guidate gratuite e aperte a tutti, su prenotazione: un appuntamento mensile che restituisce al pubblico uno degli ambienti più straordinari della provincia di Parma. Per chi vuole frequentarla come biblioteca — consultare i volumi, prendere libri in prestito, studiare nelle sale storiche — è sufficiente iscriversi con una tessera.
La Biblioteca di Busseto è della Fondazione Cariparma ed è un servizio gratuito a disposizione di tutti i cittadini, in quanto servizio promosso e gestito dalla Fondazione stessa.
Il numero di prestiti in rapporto alla popolazione è molto alto, per essere una biblioteca di provincia. Non è un primato statistico: è la misura di quanto questo luogo sia già, per chi lo conosce, qualcosa di irrinunciabile.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Meravigliosa Biblioteca — visite guidate gratuite ogni seconda domenica del mese, ore 10.00 e 11.15, su prenotazione.
Palazzo del Monte di Pietà, Busseto (PR)
PRENOTAZIONE +39 0524 92224
biblioteca.busseto@fondazionecrp.it
