Cos’è il design
(nel mondo reale)

Il Design è un processo creativo che migliora i brand, le aziende e, per estensione, la società stessa. Il DESIGN scritto in maiuscolo è un concetto totemico che esiste solo nelle Università, nelle Accademie, nei Politecnici e spesso non esce di lì. Nella vita reale, invece esiste un design che ciascun business usa in base ai propri bisogni e alle proprie necessità.

Provando a definire che cos’è il design, Mieke Gerritzen dice che il buon Design va in paradiso, il cattivo dESiGn va dappertutto. Mieke non si riferisce ai prodotti, ma ai progetti. Progettare è importante per i designer e per i brand. Provo a spiegarvi perché il design per il lavoro creativo è utile e produce valore.

Cosa si intende con Design?

È difficile definire cosa è il design; è un dibattito che continua ad essere argomento di numerose trattazioni e discorsi formali decisamente inutili. Spesso la gente lo identifica con il design industriale, cioè lo spremiagrumi a forma di razzo di Philippe Starck. Ma dimentichiamoci per un attimo dei discorsi ontologici. Mi limiterò a discutere il design che conosco meglio, cioè il design per il business, per darne una versione pratica e puramente funzionale. Quindi per descrivere che cosa è il design preferisco partire da com’è fatto. Cioè quali sono i descrittori che caratterizzano un progetto di design.

The Madras, Kreativehouse for Pinko. Original artworks by Cristian Grossi
The Madras, Kreativehouse for Pinko. Original artworks by Cristian Grossi

Un progetto di design ha queste caratteristiche:

  • • la Creatività ne è la componente chiave
  • • segue un metodo preciso
  • • risponde ai bisogni espliciti o latenti delle persone
  • • c’è un solo grado di libertà nel progetto (in termini di budget, tempo, direzione artistica, ecc.)
  • • deve raggiungere risultati misurabili (attraverso specifiche prestabilite)

Le funzioni del Design nei modelli di business fondati sulla creatività

Una volta fatta chiarezza su che cos’è il design in ambito aziendale si può capire la sua vera funzione. In parole povere: a cosa serve il design?

Il design identifica valore – Le scienze sociali come l’antropologia, la sociologia, l’etnografia e la psicologia, ci forniscono tecniche di ricerca specifiche per individuare i trend del mercato e interpretare i bisogni delle persone, e distillarle in forma utile per sviluppare beni e servizi.

Con il design diamo valore – Il design riporta queste informazioni nel processo di sviluppo del prodotto pur rispettando i limiti del processo produttivo (restrizioni di budget, limiti di tempo, ecc.) per creare una risposta unica che si distingue sul mercato per la sua originalità.

Il design comunica valore – Le persone devono percepire il valore intrinseco di un prodotto, è importante. Il lavoro del design è di rendere visibile questo valore, dandogli una forma e applicando le forme di comunicazioni più efficaci.

Il prodotto che non esiste piú.

Alla luce di tutto questo, il design non si fa sul prodotto, ma si studia il prodotto come un sistema. Un oggetto non è più quindi un oggetto. É il riassunto delle sue caratteristiche, della sua forma, del modo in cui è presentato nel mercato e persino delle persone che lo usano. Persino il servizio che offre il mio brand è un prodotto a tutti gli effetti.

Stiamo parlando di design nella sua complessità, non nelle sue specialità di design applicato (graphic design, industrial design, interior design, come erano chiamati in passato, o communication design, product design, e space design come sono chiamate ora). Negli anni ’80 si progettavano prodotti, ora si progettano esperienze complesse, che sviluppano narrazioni nello spazio, nel tempo e nella memoria.
Ma come stabiliamo quando un progetto ha una componente di design di alto livello?

L’importanza del progetto.
Che cos’è un progetto “well designed”

Date queste premesse i requisiti di base di un progetto “well designed” varieranno in base al suo uso. Ma in generale posso dire che un’idea ben progettata richiede:

funzionalità (deve fare o deve essere quello per cui è progettato)
economicità (il modo di produzione e distribuzione del prodotto più appropriato per salvare soldi e risorse materiali durante il processo di produzione)
usabilità deve essere piú facile possibile da usare per più individui possibili
estetica il prodotto deve essere più attrattivo possibile per far si che la gente lo ami
rispetto per l’ambiente per dimostrare rispetto per l’ambiente, il buon design deve ridurre l’impatto del prodotto sull’ambiente naturale durante il suo intero ciclo di vita.

The God numbero 7. Algorithm + Mixed media, 2013 — Cristian Grossi
The God numbero 9 and 10. Algorithm + Mixed media, 2013 — Cristian Grossi

Naturalmente queste condizioni sono tutte molto relative. Economico rispetto a quale mercato? Usabile rispetto a quali persone? Questo diventa chiarissimo quando si parla di estetica per esempio.

C’è chi prende come riferimento per il bello online Behance, Etsy o Pinterest. Personalmente penso che siano raccolte dei design più brutti che si possano vedere nel nostro sistema solare. Questo per un motivo molto semplice, perché la ricerca è formulata dal pubblico stesso, generando un auto-sistema involuto e bubbled. Se oggi tengo quelle come riferimento non sto facendo un buon lavoro di design perché presupposti del buon design sono innovazione e creatività. Dov’è la componente di ricerca?

Stesso discorso si può fare per la parte economica. Le condizioni di mercato sono in continua fluttuazione, e i poteri d’acquisto e le target personas cambiano a seconda dei businness. L’usabilità cambia a seconda del target, fattori quali età, cultura, abilità fisiche incidono sulla comprensione di certi codici visivi.

Cerco di dare qualche certezza. Ipotizzare troppo è soffocante

Progetto

Le immagini di Jun Cen e di Veronica Cerri presenti in questo articolo sono parte del tributo a #TheCreativeSpot, la selezione dei migliori pezzi di design scelti da Rossana Orlandi per FidenzaVillage. Un progetto a cura di Kreativehouse.

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