La deliziosa perversione di Francesca Bruni

«Un sentimento lacerato da vividi tagli di pena radiosa mi pervade, e sconcerti infettati d’innocenza ne rendono insostenibile il capitare. Vorrei la serenità risiedesse nell’anima di ogni creatura, ciononostante pare sia desiderio reso doloroso al cospetto del diniego d’avverarsi»  – Isabella Santacroce, da Amorino

Nelle illustrazioni di Francesca Bruni in arte @Exx.voto, alias che in sé racchiude già tutto lo spirito del suo manifesto estetico, convive tutto questo: cuori fiammeggianti che ardono di passione e tradizione, soli sogghignanti, corone di spine, broccati e gioielli cesellati; un universo sanguinolento e sensuale in cui si rincorrono i motivi e i fantasmi della religiosità.

harteus, 2020 © Courtesy of the artist

Pesce pesca fresco fresca © Courtesy of the artist
Alla fine dell’800 compaiono sulla scena artistica europea due maestri delle chine, ammirati per la loro eleganza ma condannati dalla morale pudibonda per i loro “naughty drawings”. Aubrey Beardsley aveva solo 25 anni quando è morto di tubercolosi nel 1898.

Death of Salome, Aubrey Vincent Beardsley 1894. Pen and Ink

La sua carriera di artista è durata in tutto sette anni. Qualche anno dopo, il lavoro di Harry Clarke verrà respinto dal governo irlandese perché “troppo scandaloso”. Così come le loro opere, anche quelle di Francesca Bruni sono immagini di deliziosa perversione.

Occhi gonfi, ricolmi di follia e visioni (mistiche, probabilmente), labbra turgide e lineamenti emaciati: questi i tratti con cui immortala Santi, cortigiani, maghi e principesse indemoniate, protagonisti sospesi in un’epoca antica da favola (e quindi, va da sé, da incubo) che danno vita a un’omelia funebre dove tormenti spirituali e puberali convivono con grande grazia.

“Venne spogliato di tutto, o quasi, e venne lasciato così nel bosco”, 2020 © Courtesy of the artist
Satiro, 2020. © Courtesy of the artist

«Of course, I have one aim, the grotesque. If I am not grotesque I am nothing.» Aubrey Beardsley

I vibranti demoni agghindati di broccati e catene, con un feticcio per stivali da moschettiere con i tacchi a spillo e capezzoli forati, guardano con le loro espressioni spiritate ai manga di Maki Kusumoto e ai disegni di Yoshitaka Amano.

Achille Lauro come San Francesco © Courtesy of the artist

I contrasti espressionisti e déco dei manga gotici – animati da figure efebiche, stralunate e sadomaso – incontrano nelle sue illustrazioni un immaginario tutto nostrano, intriso di suggestioni medioevali (nelle declinazioni cupe e favolose vergate da Giambattista Basile), un mondo popolato da giullari innamorati di castellane diaboliche.

Amore e morte aleggiano nei disegni di Francesca dove la linea – pulita, precisa e leziosa – incontra i drammi interiori che i suoi personaggi ci sanno trasmettere: c’è una psicologia sottile ma chiara, acuminata, che brilla negli occhi di queste figure.

Stanchi, stufi, pieni di ribrezzo, che si sgretolano sotto il peso delle passioni, sostenuti solo da armature che somigliano a guêpière pensate come macchine per torture da kamasutra del piacere, trafitti, sanguinanti, ricamati di cicatrici: cosa stanno architettando i protagonisti allampanati delle illustrazioni di EXX.VOTO? Sicuramente qualcosa di squisitamente losco.

“Non sono l’argento di nessuno” © Courtesy of the artist

Nata e cresciuta a Firenze, Francesca Bruni si è laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove tutt’ora frequenta il biennio di specializzazione in illustrazione.

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La deliziosa perversione di Francesca Bruni
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La deliziosa perversione di Francesca Bruni
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Qualcosa di squisitamente losco. Nell'universo sensuale e sanguinolento delle illustrazioni di Francesca Bruni si rincorrono i motivi e i fantasmi della religiosità.
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