#PERVOIGIOVANI. Video POP alla MagnaniRocca

Il video di Kreativehouse che apre la mostra ITALIA POP è uno spaccato sui giovani dell’epoca del Piper Club

Nel 1966 Radio Vaticana manda in onda la sua prima canzone di musica pop, è Ragazzo triste di Patty Pravo, la ragazza del Piper, che canta così: “Nessuno può star solo, non deve stare solo quando si è giovani così. Dobbiamo stare insieme, amare tra di noi, scoprire insieme il mondo che ci ospiterà.”
Gli anni ‘60 in Italia sono gli anni del flipper, della tv e della pubblicità, dello shake, degli operai in piazza, dei beat e della minigonna, di Caterina Caselli e dei Rolling Stones, di Schifano e di Rotella. E c’è un posto a Roma in cui tutte queste cose vivono insieme, anzi si muovono a tempo di musica. Sulla pista del Piper club ballano gli studenti, gli artisti, i disoccupati, ballano i pariolini e i capelloni, le modelle e i registi, gli impiegati e soprattutto i giovani. Quei giovani che prima non c’erano e adesso ci sono, inventati dal mercato, figli del boom, liberi di consumare, liberi di esprimersi.

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Patti Pravo vista da Mario Schifano – una scena di #PERVOIGIOVANI di Kreativehouse

Il video #PerVoiGiovani, visibile nella sala video che anticipa la mostra ITALIAPOP racconta la noia, il ballo, il divertimento, il supermercato, la ribellione, la moda, la solitudine, la droga, i modi di sentire dei ragazzi e delle ragazze di quegli anni.

In sottofondo le loro voci, catturate dai microfoni di Per voi giovani proprio all’uscita del Piper, mescolate alla pubblicità, al battito di un cuore, alle immagini di Umano non umano, il film sperimentale di Mario Schifano del 1969.
Ma al centro di tutto c’è il palco del Piper, luminoso e ipnotico, su cui trionfa il Giardino per Ursula di Cintoli con la sua bocca gigante e i suoi detriti pop. L’opera compare in un celebre Carosello Barilla del 1965, protagonista Mina, e si vede alle spalle dei Pink Floyd in un rarissimo spezzone del loro concerto del 1968.

Pervoigiovani

un video di Kreativehouse
con la collaborazione di Giordano Bovi
Consulenza artistica, musicale e ricerca videografica di Giordano Bovi
Con frammenti di
Mario Schifano – Umano non umano (1969)
Per voi giovani – interviste radiofoniche (1970)
Mina – L’ultima occasione, Carosello Barilla (1965)
Caffè Mauro – spot (1965)
Messaggi all’occhiello – da 7G, cinegiornale del 17/04/1967
Monkey man, tratta dall’album Let it bleed dei Rolling Stones (1969) e dedicata a Mario Schifano
Equipe 84 – Io ho in mente te (1966)
Caterina Caselli – Sono bugiarda (1967)
Patty Pravo – Ragazzo triste (1966)
Adriano Celentano – Tre passi avanti (1968)
Pink Floyd – It would be so nice (1966)
Le stelle di Mario Schifano – Le ultime parole di Brandimante, dall’Orlando Furioso, ospite Peter Hartman e fine (da ascoltarsi con tv accesa, senza volume)  (1967)

Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione nel 2005. Dal 2009 sono il copywriter di Kreativehouse. Dicono che sono bravo a progettare contenuti. Quello che mi viene meglio è trovare strade nuove.